domenica 3 aprile 2011

Oberland - sci alpinismo


Eccomi di ritorno dopo 6 giorni passati tra i ghiacciai dell'Oberland Bernese in compagnia di due canadesi (Marc e Paul), uno svizzero (Pascal) e un francese (Nicolas).
Alla fine del programma originale abbiamo seguito solo la parte "gastronomica" cioè i rifugi, per il resto ci siamo adattati a condizioni della montagna e all'allenamento dei partecipanti per tirare fuori il meglio dalla settimana.

Il nostro primo giorno comincia con la salita da Grindelwald allo Jungfraujoch tramite il mitico trenino che percorre l'interno dell'Eiger.
Da qui purtroppo il tempo inclemente non ci ha permesso di vedere molto più in là del nostro naso, e in circa 40 minuti di pista battuta arriviamo alla Monchhutte.
Devo essere sincero, negli ultimi anni lo standard dei rifugi svizzeri è decisamente migliorato, abbiamo sempre trovato buona accoglienza e cibo discreto.

Il giorno successivo, avevamo in programma di salire il Gross Fischerhorn per poi traversare nella valle parallela e scendere alla Finsteerarhornhutte, ma le condizioni della montagna non ce l'hanno permesso, e la sicurezza ci ha imposto di scendere lungo il Emigschneefald glacier fino alla Konkordia Platz per poi traversare alla Finsteerarhorn hutte tramite il colle Grunhornlucke.


il vecchio capanno della Monchhutte

3-2-1 si parte


il Gross Fischerhorn


Konkordia Platz, l'incorcio di 4 ghiacciai

l'Hollandia hitte si trova proprio al colletto sul fondo

il Finsteerharhorn


un po' di relax alla Finsteerarhorn hutte

Il terzo giorno, la nostra attenzione è stata attirata da una montagna più estetica che difficile, il Gross Wennenhorn. La giornata nuvolosa non ci ci lasciava sperare il raggiungimento della vetta, ma la fortuna è stata dalla nostra e arrivati nei pressi della cima le nuvole si sono abbassate e poi in parte dissolte lasciandoci intravedere il panorma fantastico.



giochi di luce tra la nebbia, nei pressi della vetta



il mitico Inook, l'Husky che ci ha accompagnati fino in cima al Wennenhorn

Il quarto giorno abbiamo deciso di fare giornata breve per poi approfittare delle ultime due giornate di Sole splendente. Pertanto abbiamo attraversato nuovamente il Grunhornluke in senso contrario e salito parte del Grunegghorn fino alla forcella per poi concederci una bella discesa su neve trasformata fino alla Konkordiahutte...che però si fa desiderare con circa 120m di scale lungo una ripida parete rocciosa.


ancora uno sguardo sul Gross Wennenhorn

risalendo al Grunhornlucke


il quinto giorno ci incamminiamo lungo l'immenso Grosser Aletschfirn glacier, in direzione del Gletscherjoch nella nebbia più fitta. Con l'aiuto del GPS ci facciamo strada trai crepacci e dopo circa 2 ore la nebbia lascia spazio al Sole e al cielo blu. Nonostante sia presto la mattina il caldo si fa presto sentire e non ci permette di arrivare fino al colle, altrimenti la sicurezza sarebbe compromessa e preferiamo goderci la discesa in buone condizioni per poi risalire alla Holladiahutte.


finalmente fuori dalla nebbia

il Glatscherjoch tra le due punte


risalendo alla Hollandiahutte

L'ultimo giorno, qualcuno ha preferito dormire un ora in più, con gli altri abbiamo deciso di partire presto e vedere il sorgere del Sole nei pressi della cima dell Abeni Flue. E così è stato, un panorama mozzafiato a 360 gradi ed il cielo limpido. Poco dopo eravamo nuovamente al rifugioper un ultimo caffè in quota, e ripartiamo presto per la discesa lungo la valle del Lotschental, dove ormai la primavera si fa vedere con i ruscelli che solcano la neve e i prati esposti a sud già verdi.




la parete N dell'Aletschhorn alle prime luci

soli sul ghiacciaio




panorama sulla Jungfrau e il Monch



in cima all'Abeni Flue

La settimana termina con una bella fonduta vallesana a Goppenstein, dopodiché ognuno torna nel suo Paese con un bel ricordo ed una bella esperienza tra i ghiacci dell'Oberland.


il villaggio di Fafleralp

giovedì 24 marzo 2011

Tacul - Modica Nourry

Dopo una settimana tanto bella quanto travagliata, oggi sono salito dal versante francese per salire il Modica in compagnia di Filippo, che ahimé, alla base non è stato bene e così ho deciso di fare una toccata e fuga sulla via da solo per non cedere alla frustrazione da "bel tempo e niente salite :-)"

Le condizioni sia del Modica che del Gabarrou-Albinoni sono ottime, anzi eccellenti (non fatevi scoraggiare dal gestore del rif. Cosmiques, che oltre ad averci trattati con molta maleducazione, ci ha detto che la via non era buona!!!), e lo stesso vale per il Supercouloir. Numerose cordate hanno salito l'attacco diretto benché sia quasi totalmente secco. Vi sono le soste in posto.
La Valeria è percorsa ma sembra molto secca in alto. Anche la Lafaille è tracciata e sembra buona.
Tutta la zona del Triangle è in condizioni corrette.

In generale, occhio alle temperature che oggi erano esagerate: caldo estivo a 3800!! in effetti un pensierino alla roccia lo si può cominciare a fare.

buone salite

martedì 22 marzo 2011

Monte Logan 5959m - Montagne Rocciose canadesi



E' in partenza la spedizione diretta nelle montagne rocciose canadesi.

Il Monte Logan si trova nel cuore del Wrangell St. Elias National Park, il più grande parco degli Stati Uniuti.

Questa montagna è un obiettivo di tutto rispetto nonostante la quota relativamente bassa (5959 m). Le difficoltà tecniche limitate non devono lasciar dedurre che si tratta di una salita facile. Le difficoltà sono di altro tipo. Prima di tutto l’isolamento: il campo base si trova ad un ‘ora e mezza di volo dal villaggio più vicino, nel cuore del più grande massiccio glaciale al mondo. I ghiacciai Kaskawulsh, Columbus, Seward sono lunghi 150 km in media, comparabili ai ghiacciai alpini di 18000 anni fa.

La meteo è un fattore da non sottovalutare in quanto il massiccio si trova poco lontano dalla costa del Pacifico, nei pressi del Golfo d’Alaska. Per questo, le precipitazioni sono abbondanti tutto l’anno, sottoforma di neve nelle regioni montane.

Allo stesso tempo le temperature sono polari sopra i 2500m e possono scendere fino a -40 C.

Il Monte Logan è quindi un’ascensione riservata agli alpinisti che hanno una buona esperienza dell’alta quota, e agguerriti per affrontare le condizioni più estreme, paragonabili ai giganti di 8000m. Il significato di “avventura” ritrova in questa spedizione, tutto il suo valore. La salita sarà effettuata in totale autonomia con a capo una guida alpina che dirigerà il gruppo e ne garantirà la sicurezza. Ma ogni individuo dovrà portare il suo contributo per la riuscita dell’ascensione, aiutando nel trasporto dei materiali e nel montaggio dei 6 campi in quota…

In partenza il 18 Maggio 2011

Partenza confermata, ma ci sono ancora posti liberi.

Per info: enrico.mountainguide@gmail.com

domenica 20 marzo 2011

condizioni Monte Bianco

Nei giorni scorsi sono caduti circa 40 cm di neve fresca sul versante francese del Monte Bianco, a partire da 2200m. Ma il forte vento ha concentrato degli accumuli di neve molto più profonda e placche a vento nei canali.

oggi salendo al col du Tour Noir la neve cominciava già ad appesantirsi fino a 3100m nei versanti S, con colate e slavine spontanee sui pendii più ripidi.

A N, come sempre sulle belle pareti dal bacino dell'Argentiere, le condizioni cambiano da parete a parete e da canale a canale secondo piccole variazioni di inclinazione ed esposizione.

La via degli Svizzeri alle Courtes sarà praticabile nel giro di un paio di giorni, la Ginat alle Droites è stata già tracciata oggi e sembra ancora buona e senza grossi accumuli, mentre il couloir Lagarde è pericoloso per il canale non ancora assestato ma la terminale sembra essersi tappata un pò (per questa salita le condizioni tarderanno 4-5 gg per essere sicure), il Couturier alla Verte è sempre abbastanza verde, Mdness sembra davvero fine e la Charlet Ghillini non è formata, Petit Viking ha ancora la terminale apertissima ed insuperabile, la via normale all'Aiguille d'Argentiere sembrava piena di colate e con neve ancora instabile sui pendii alti.

E' tutto per ora, martedì salirò nuovamente nel bacino per qualche nuova bella avventura con Max Lucco...

Buone salite

sabato 12 marzo 2011

Bacino dell'Argentiere - 9 e 11 marzo


In questi ultimi giorni di Sole ho visitato alcune volte il bacino dell'Argentiere.

Il 9 marzo con Max Lucco abbiamo tentato di ripetere "la voie du Rom" aperta recentemente da Philippe Collet & C. sul versante Sud dell'Aiguille d'Argentiere, ma una volta arrivati alla base abbiamo avuto l'amara sorpresa del non trovare più un filo di ghiaccio sulla via, perciò un pò nervosetti per il "pacco" clamoroso siamo scesi velocemente e ci siamo diretti alla via degli Svizzeri alle Courtes.

La salita, al momento, è in ottime condizioni. Anche la discesa dal couloir NE è tracciata e presenta pochi tratti di ghiaccio giusto sotto il colle.
La terminale, per la salita, passa facilmente tutto a sinistra faccia alla parete, mentre in discesa è ben chiusa ovunque.

due gironi dopo, l'11 marzo attacchiamo il couloir Lagarde con Sabrina che all'ultimo minuto si è liberata per portarsi a casa questa bellissima salita in ottime condizioni.

Accesso: per il tunnel del Monte Bianco fino a Chamonix e poi risalendo la valle in direzione della Svizzera fino all'entrata di Argentiere. Da qui si parcheggia alla partenza della funivia dei Grands Montets.

Avvicinamento per il rifugio: dalla stazione superiore della funivia scendere lungo la pista da sci in direzione di un isolotto roccioso circa 300m più in giù a destra della pista. Costeggiarlo alla sua destra, appena oltrepassato fare un ampio semicerchio verso destra per aggirare i crepacci presenti nel cambio di pendenza. Prendere quindi piede sul ghiacciaio d'Argentiere. Risalirlo traversando verso la destra orografica della valle e raggiungere il rifugio posto sulla grande morena detritica, proprio di fronte alle belle pareti N. Vi è un'altra possibilità che taglia sotto la parete N della Verte e delle Droites, ma in questo momento è da evitare per la caduta di seracchi e per i numerosi crepacci aperti.

Avvicinamento per la parete NE delle Droites - couloir Lagarde diretta: dal rifugio scendere sul ghiacciaio e traversarlo puntando al grande sperone roccioso che scende dalla parete N, risalire il ghiacciaio alla sua sinistra fino a raggiungere l'attacco della via (1h 30min circa), numerosi crepacci.

Salita: in questo momento la terminale passa facilmente a destra, ma data la conformazione potrebbe cambiare rapidamente rendendone difficile il superamento.
L'attacco diretto del couloir Lagarde presenta una goulotte di 250m fino a 90 gradi nel penultimo tiro. Le soste sono da farsi su neve/ghiaccio tranne quella alla fine del tiro più ripido che è presente su roccia (uscendo a destra).
Dopo la goulotte si entra nel canale vero e proprio che fa una specie di S fino a raggiungere una zona di misto. Quest'anno è lunga un tiro solo per poi continuare lungo pendii nevosi fino in cresta, a sinistra di una spalla nevosa caratteristica.

Discesa: seguire la cresta nevosa fino a raggiungere il primo grande blocco che sbarra la strada. Scendere prima di questo sul versante S per circa 10m. Una fettuccia intorno ad un masso indica l'inizio della discesa. Il canale giusto è quello in versante SW, più incassato.
Da qui 11 doppie tra i 50 ed i 60 metri portano alla terminale.
In questo momento il crepaccio si è aperto fuori dalla portata dell'ultima doppia sull'asse del canale, perciò, alla fine dei 60 m traversare 40m a sinistra (faccia a monte) per raggiungere una sosta su un blocco che permette di fare un'ultima doppia, e così superare la crepaccia terminale (sosta comune con l'ultima doppia del canale che scende dalla breche) . Vedi foto.
Circa a metà discesa si supera un salto roccioso compatto. Scendere fino alla base di questo per trovare la sosta giusta (60m).

Un'altra possibilità di discesa è una variante della via normale ma che sconsiglio per il fatto che solitamente si arriva in cima con temperature calde e si svolge lungo pendii che possono scaricare più frequentemente.

Materiale: normale attrezzatura da ghiaccio, vari cordini da sostituire per la discesa, friends dallo 0,3 al 0.75 camalot, rinvii, viti da ghiaccio tenendo conto di dover fare anche le soste sulla goulotte (per risparmiare peso si può anche prevedere di fare le soste su abalakov), 2 chiodi a lama per la discesa.


durante l'avvicinamento al rifugio


sui primi tiri della goulotte


salendo alla base del tiro chiave


alle prime luci alla base del muro più ripido


Sabrina sul tiro chiave


in uscita dal tiro chiave


panorama alle nostre spalle


inizio del canale


lungo il canale centrale


arrivando in cresta


inizio delle doppie nel canale SW


in rosso la discesa del Lagarde e in verde la discesa della Ginat, sul versante S


panorama unico dal rif. del Couvercle all'imbrunire