mercoledì 29 giugno 2011

Aiguille Verte - cresta del Jardin




Finalmente l'arrivo del bel tempo dopo un giugno un pò ballerino, scatena la fantasia degli alpinisti frementi per tornare in montagna ad approfittare dell'estate.

In questi giorni Mauro e Nic, con i rispettivi clienti, sono stati alla punta Dufour per la via normale, all'Aiguille de l'Index e al Piccolo Paradiso riscontrando buone condizioni di innevamento ma rigelo notturno al limite. I satelliti del Mont Blanc du Tacul sono praticabili ma ahimé anche lì si patisce un gran caldo. Ci sono ancora delle colate sotto le cengie, ma a S è quasi tutto pulito.

Ieri, 28/6, Gianluca Ippolito è stato, con il corso per guide alpine valdostano, alla cresta del Jardin all'Aiguille Verte. E' un itinerario classico e grandioso lungo una delle più belle creste delle Alpi.
La difficoltà tecnica non è mai estrema ma è necessario una buona dimestichezza sul misto per rispettare gli "orari della sicurezza". La via è in ottime condizioni, le terminali si passano bene sia in salita che in discesa (con le condizioni di ieri...il caldo di questi giorni può veloccissimamente cambiarne lo stato). Bisogna essere però alla base del couloir Whymper prima delle 10:30, poi il manto nevoso diventa pericoloso e non sono escluse le cadute di sassi.
Il materiale utilizzato per la salita sono una corda da 60 m (utile per la doppia dalla Rocheuse, in alternativa un a corda da 40 m è sufficente accoppiata con un cordino sottile), 3 friends camalot dal 0.5 al 1, portare con se sempre 2 chiodi da roccia, fettucce e cordini.
Iformarsi presso il rifugio sulle condizioni della discesa dal Whymper, che è la parte più pericolosa.
La cresta del Moine al momento non è praticabile per la presenza di troppa neve non ancora trasformata.

Ecco qualche foto...


Che ambiente!!!

durante la salita

corda doppia dalla Grande Rocheuse


provando a scendere dalla cresta del Moine...troppa neve!

mercoledì 22 giugno 2011

RICHIAMO GRI GRI 2

E' stato reso noto ieri il richiamo ufficiale del Gri Gri 2 con numero di serie compreso tra 10326 e 11136. Chiunque ne sia in possesso deve rivolgersi all'azienda e restituirlo per la sostituzione.

Potete trovare tutti i dettagli sul sito:

http://www.petzl.com/it/outdoor/richiamo-grigri-2

Sono attualmente in contatto con l'azienda per fare ulteriori verifiche inerenti anche a nuovi possibili problemi. Vi terrò aggiornati sul seguito dei test.

Intanto, vi consiglio di utilizzare altro metodo di assicurazione.


lunedì 20 giugno 2011

PETIT MONT BLANC E CONDIZIONI DELLA MONTAGNA


Oggi è di ritorno Nicolas, dopo essere stato al Petit Mont Blanc con due clienti americani. Partiti con l'obbiettivo di salire l'Aiguille de Tre la Tete, hanno poi ripiegato sulla cima più bassa del Petit Mont Blanc a causa del forte vento e della recente neve. Le condizioni al momento sono buone.

Ecco qualche foto della salita:

salendo verso la cima del Petit Mont Blanc


vista sul versante Ovest del Monte Bianco


in vetta nonostante il forte vento

Altre notizie ci arrivano da Jimmy che ieri è stato nella zona del col d'Entreves per vedere le condizioni della montagna dopo l'ultima nevicata. Alla punta Helbronner ci son o40-50 cm di neve fresca. Durante la nevicata il vento è stato molto forte e i pendii sopra i 3300 sono molto carihi di neve e placche a vento potenzialmente pericolose. Bisognerà aspettare qualche girono di bello perché la neve4 si assesti e i pendii si puliscano. Al momento fa ancora molto freddo i nquota.

martedì 14 giugno 2011

AGGIORNAMENTO CONDIZIONI DELLA MONTAGNA

ciao a tutti, ecco le ultime news che arrivano dal mondo montagna con l'aiuto di Mauro e Jimmy che approfittano della neve e cominciano la stagione lavorativa.

Jimmy ha sceso la parete N del Gran Paradiso l'11 giugno, in giornata dalla macchina. Le condizioni per la salita sono ottime, neve che porta, terminale chiusa e poco ghiaccio affiornate, ma consigliamo di salire la N prima di scenderla perché nonostante le buone condizioni rimane tecnica ed è preferibile studiare l'itinerario durante la salita. Ecco una foto...

Il giorno seguente con Capozzi sono stati al bivacco della Fourche e la terminale è delicata e la neve marcia in tarda mattinata. L'escursione termica diurna è già importante.

Mauro ci manda le condizioni del Monte Bianco dicendo che sopra i 3500m ci sono ancora circa 35 centimentri di fresca. La cresta dei Cosmiques e la traverata delle punte Lachenal sono tracciate e la parete S dell'Aiguille du Midi è molto frequentata. Da aspettarsi comunque neve sulle cengie lungo la parete.

Gianluca è stato ieri 13 giugno alla Tour Ronde. Le condizioni sono al momento ottime lungo l'itinerario normale come sulla parete N. Ecco qualche foto della zona dei satelliti del Tacul e del versante Brenva del Monte Bianco:












Qualcuno è partito per la cresta Kuffner ma non si hanno notizie sulle condizioni, sembra abbastanza evidente che sopra i 3500 ci sia ancora parecchia neve.

Ultimissime news da Mauro Soregaroli 14/6/1011 sera:

Versante Chardonnait, lo sperone Migot, la cresta delle Forbes e la goulotte Escarra sono in buone condizioni e tracciate. Ma al pomeriggio fa troppo acaldo e i residui della neve caduta nei giorni scorsi è marcia. Quindi fate attenzione a rispettare gli orari corretti per le salite.
Ormai l'escursione termica diurna è notevole,

buone salite

venerdì 10 giugno 2011

AGGIONAMENTO CONDIZIONI DELLA MONTAGNA


Ecco le ultime news sulle condizioni della montagna...

Jimmy Sesana e Davide Capozzi hanno approfittato dell'ultima nevicata per fare un giro con le pelli in zona Combe Maudite ed Aiguille du Toula. "Credevamo di trovare piu' neve ma, nonostante precipitazioni abbondanti dei giorni scorsi, le poche schiarite con sole l'hanno "seduta". Ce n'è a sufficienza perdare fastidio se si è a piedi ma non cosi' tanta da aver migliorato i canalei per le discese a sci. Per andare all' Aiguille d' Entrèves o alla normale alla Tour Ronde (frequentate), meglio fare l'avvicinamento con le racchette.

Per quanto riguarda le news del versante francese de Monte Bianco vi riporto di seguito la traduzione e rielaborazione delle informazioni pubblicate sul sito dell'OHM di Chamonix con alcuni miei commenti:

L'attività è ricominciata piano piano tra una schiarita e l'altra. E' caduta molta neve in alto e i pendii possono ancora essere valangosi, soprattutto con il rialzo termico. Nelle zone della Punta Lachenal ci sono state delle colate.

La zona dell' Aiguille di Tre la Tete e della Lex Blanche sono molto cariche e presentano sicuramente un rischio di valanga.

Alcune salite come l'eperon Migot e il couloir de la Table all'Aiguille du Tour sono state tracciate....personalmente aspetterei ancora un paio di giorni di bel tempo in modo che i canali possano scaricare e la neve assestarsi.

Si arrampica già su roccia sulla Lachenal e sulla parete S della Midi...ma sicuramente molte vie presentano ancora delle colate di acqua.

La traversatsa Midi Plan è stata tracciata.

All'Envers des Aiguilles si arrampica sulla Tour Verte e sulla Tour Rouge.

Buone salite!!!

lunedì 6 giugno 2011

MONTE LOGAN...ULTIME NEWS DAL CANADA

Ce l'ha fatta la spedizione al Monte Logan che Mikael Croizet ha guidato al mio posto nei giorni scorsi. 6 clienti su 7 in cima non senza difficoltà. Infatti il tempo è stato inclemente e le bufere di neve sono state numerose impedendo una progressione agevole. Inoltre, un'altra spedizione canadese ha preceduto il gruppo e intasato i voli di accesso al campo base.

Ma sarà Mikael stesso a raccontarci la storia e a mostrarci delle fosto spettacolari della sua avventura tra le Montagne Rocciose canadesi.
Il volo di rientro è previsto per l'8 giugno, sperando che almeno al ritorno la meteo sia favorevole.

a presto...

lunedì 30 maggio 2011

AGGIORNAMENTO CONDIZIONI DEL MONTE BIANCO



30/5/20011

Questa volta è Mauro Soregaroli che ha sostituito lo "zoppo" ed è uscito con Matteo per salire la via normale al Mont Blanc du Tacul con gli sci.
Il weed era certamente propenso per delle belle uscite in montagna da un punto di vista metereologico, ed ecco l'ultimo aggiornamento sull'attività del fine settimana in zona:

Oggi nella zona del Bianco c'è stato grande movimento. Sono stati tracciati pressoché tutti gli itinerari classici: Traversata Helbronner - Midi, via normale al Monte Bianco dai Grands Mulets per la classica e per la Cresta nord del Dome, un paio di cordate per i trois Mont Blanc (ne sono partiti molti di più stanotte, ma sono tutti rientrati prima), Il Mont Blanc du Tacul per la normale (noi), lo Jager (impegnativo il superamento della terminale su roccia con chiodi e friends), la Cheré, ma senza uscita in vetta, le Pointes Lachenal, la Midi - Plan, lo sperone Mallory alla Midi, ecc.

Più impegantiva del solito la salita al Tacul dalla via normale. La neve oltre i 3700-3800 fino a 40 cm di polvere senza placche a vento. Sulle spalle e coste più esposte al vento neve dura. Si devono mettere e togliere ramponi e sci diverse volte, si entra e si attraversa interamente la grande terminale da sinistra a destra. In compenso la discesa in sci è stata molto bella con neve polverosa su pendii ripidi. Abbiamo tolto gli sci una sola volta all'interno della terminale nel tratto più ripido e stretto. Tracce sulla parte iniziale della Kuffner a metà mattina, probabilmente hanno fatto dietro front.

La Nord della Tour Ronde è ancora in condizioni accettabili, 100 m di ghiaccio nella strettoia.

ecco qualche foto di Mauro e Matteo al Tacul...
















sabato 28 maggio 2011

AGGIORNAMENTO CONDIZIONI DELLA MONTAGNA

28/5/2011

ULTIME NEWS DELLE CONDIZIONI AL BIANCO:

Oggi Jimmy è stato nella zona dei satelliti del Tacul ed eco cosa ci scrive: ha nevicato proprio poco, tra i 10 ed i 20cm che domani saranno già spariti. La temperatura è rimasta fresca solo fino alle 12. Poi, caldo. Abbiamo mirato al Couloir des Aiguillettes (quello che si sale per fare gli Svizzeri al Capucin), da lontano non sembrava male. La terminale, verso destra è buona ma faceva troppo caldo ed è in pieno Sole. Cosi', dietrofront, siamo andati all'Aiguille du Toula: saliti da ovest, scesi da nord. Condizioni corrette, almeno 2 curve un pò ripide le abbiamo fatte..... La nord della Tour Ronde contina ad essere buona, lo Sperone Brenva in ghiaccio vivo.
Sulle vie di roccia a Sud è ancora presente qualche cengia di neve.
In generale, c'è da stare attenti perchè il vento ha toccato la neve. Anche se ne è venuta poca, piccoli accumuli ci possono essere: tra vento e sole che scalda, la situazione non è perfetta per nessuna disciplina.
Gli sbalzi termici sono ormai importanti; con le condizioni di innevamento siamo avanti di un mese e le salite di neve/ghiaccio che siano a se stanti o per intraprendere poi una discesa con gli sci, vanno affrontate la mattina presto.

venerdì 27 maggio 2011

AGGIORNAMENTO CONDIZIONI DELLA MONTAGNA

27/5/2011

Dopo la perturbazione di questi giorni ci attende un week end di Sole sia sul versante italiano che francese e svizzero delle Alpi.

La perturbazione non ha portato grandi quantità di neve nella zona della valle d'Aosta e del Monte Bianco, ma ha nevicato con molto vento, ancora presente quest'oggi sia nelle valli che in quota.

La via normale al Monte Bianco sarà ritracciata tra domani e sabato, il rifugio dei Grands Mulets è completo per sabato sera, la quantità di neve fresca è di 5 cm circa.

In quota questa quantità è sicuramente superiore e discontinua a cauda del fote vento....attenzione alle placche.

Nella zona dei Cosmiques, siamo sui 10 cm di fresca, le pareti di roccia, anche a Sud, sono imbiancate e bisognerà aspettare qualche giorno si Sole per poter tornare all'arrampicata su roccia in quota.

E' in oltre previsto un notevole abbassamento delle temperature in quota. Goulottes come il filo a piombo e la goulotte del col du Plan potrebbero essere percorribili già domenica, mettendo in conto di battere un pò di traccia nei canali sommitali. Il giacciaio è crepacciato ma si passa.

Le funivie del Monte Bianco e dell'Aiguille du Midi sono aperte con i seguenti orari:

http://www.montebianco.com/tariffe.php

http://www.ohm-chamonix.com/liftsystem.asp?id_lang=1

Nella zona delle alpi Bernesi ha nevicato un pò di più,ma gli itinerari sci alpinistici a patire dallo Jungfraujoch sono ancora in buone condizioni. Due giorni fa è stato salito il Finteraarhorn ed il ritorno delle guide è positivo. Bisogna però mettere in conto che se si decide di scendere in bassa valle, bisognerà portare gli sci a spalle a lungo.

Riporto di seguito un avviso divulgato dalla Fondazione Montagna Sicura:
"Monte Bianco, Grandes Jorasses. Si segnala che a metà maggio si sono verificati crolli dalla zona frontale del seracco Whymper, che è tutt'ora molto fratturata, ulteriori piccoli distacchi sono possibili in qualunque momento."

Buone salite a tutti




lunedì 23 maggio 2011

FLETSCHORN - PARETE NORD - 3993m


Il collega Mauro Soregaroli è stato il 21/5 nella zona del Fletschorn e ha sciato la bellissima parete nord.
Ecco di seguito il suo report:

E' proprio il caso di dirlo: Carpe diem! Grandiosa discesa colta al momento. Saliti da Saas Balen con ottime condizioni sia per tracciare che per le condizioni del ghiacciaio. Al colletto d'uscita vediamo 3 che stanno salendo dalla Nord in otime condizioni, chiediamo come sia e ci dicono che la parete Nord è bella e senza ghiaccio, ma che loro scendono da dove siamo sailiti noi. Io e Marco ci guardiamo negli occhi e capiamo al volo che un'occasione così non la si può lasciare, nonostante le titubanze del buon Luigi. Dopo essere saliti in vetta e calzati gli sci sulla cima ci tuffiamo sulla Nord sotto una fitta nevicata inaspettata grazie al solito cumulo fantozziano! Nei primi 100 m di dislivello la neve è molto dura, ma non affiora ghiacio vivo. Poi, prendendo i tratti via via più ampi coperti dalla neve fresca la sciata diventa incredibilmente sempre più fluida. Splendida discesa sostenuta per tutta la parete fino alla terminale, poi passati dal Bivacco De Zen si scende ancora con gli sci fino a 2200 m circa. In mezz'oretta a piedi all'alpeggio di Rosseboden dove aspettiamo il buon Luigi (sceso per la normale) che ci viene a prendere.

REGIONE: Svizzera, Vallese

ACCESSO: Dalla valle del Rodano (Visp), risalendo la valle di Zermatt e proseguendo in direzione di Saas Fee. Raggiunto l'abitato di Niedergut prendere per Saas Balen.
Da qui si va a sinistra per la stradina sterrata che sale a 2600 seguendo le indicazioni per Heimischgartu e Gletscher.

AVVICINAMENTO:

DISLIVELLO: 1400m per la salita, 600 il pendio ripido tra i 55 e i 45 gradi.

DIFFICOLTA: OSA

ESPOSIZIONE SALITA: varia

ESPOSIZIONE DISCESA: N per il pendio ripido, poi varia.

ITINERARIO DI DISCESA: parete N, via prossima a quella dei Viennesi.

NEVE: trasformata e farina

RISCHIO VALANGHE: al momento della discesa 2

CONDIZIONI: ottime

giovedì 19 maggio 2011

Aggiornamento condizioni alta montagna 18/5/2011

Ecco le ultime info sulle condizioni dell'alta montagna da parte delle nostre guide:

Via normale al Monte Bianco: tracciata la via dei Grands Moulets. Dal Rifugio la salita si svolge lungo il versante N del Dome de Gouter, la discesa lungo l'itinerario normale sotto i seracchi.

Filo a Piombo: tracce di salita lungo l'itinerario e buona presenza di ghiaccio sui tiri difficili. Molti crepacci nell'avvicinamento.

Goulotte del col du plan: idem come sopra.
La stessa goulotte è stata sciata il 18 da Jimmy Sesana & C. con alcune doppie sui tiri di ghiaccio nella strettoia. Itinerario in condizioni tecniche, non ottime per la discesa.

Goulotte Chere: buone condizioni fino alla fine della goulotte.

Goulotte Modica Nourry: tracciata e buone condizioni

Mont Blanc du Tacul: la via normale non è tracciata e al momento la sconsiglio per placche a vento.

Il manto nevoso si sta lentamente assestando, consigliati comunque sci o racchette per gli avvicinamenti.

Attenzione: Occhio al rialzo termico previsto per il week end, potrebbe causare distacchi spontanei sui versanti soleggiati o là dove si sono formate placche a vento.


domenica 15 maggio 2011

Aggiornamento condizioni alta montagna

Come promesso, nonostante la forzata vacanza dei prossimi mesi, rimarrò a disposizione per divulgare informazioni utili allo svolgimento dell'attività alpinistica in sicurezza.

Insieme ai miei collaboratori, che saranno costantemente in montagna, riusciremo a portare avanti il progetto di continua informazione sulle condizioni della montagna, e di creazione di un data base con schede tecniche, foto e descrizioni delle salite.

Bollettino aggiornato al 15-5-2011

Monte Bianco: In questi ultimi giorni sono caduti circa 25 cm di neve fresca ad un'altitudine di 2600m, 50/60 cm a 3500m. Da considerarsi variabile in quanto il forte vento può aver creato accumuli importanti (ieri 14/5 soffiava a 80 kmh all'Aiguile du Midi) secondo i versanti. Attenzione quindi alle placche a vento e al pericolo valanghe.

Ecco i link per conoscere gli orari e i periodi di apertura delle funivie del massiccio:

http://chamonix.com/lifts-in-real-time,88,en.html

http://www.montebianco.com/tariffe.php

Zona Gran Paradiso: poca neve nuova, 15-20 in cima. Gli sci si calzano poco sopra il rifugio.

Zona Monte Rosa: le funivie del versante italiano sono chiuse.

per sapere gli orari delle funivie delversante svizzero:

http://www.zermatt.ch/it/page.cfm/orari_e_prezzi/impianti_aperti

mercoledì 11 maggio 2011

Sicilia by hospital

Ahimé la vacanza siciliana che doveva scaldarmi le ossa prima della partenza per il Canada, le ossa me le ha rotte!!!
Purtroppo durante l'ultimo giorno di scalata con la mia compagna, il famigerato gri gri ha colpito ancora, non tanto per imperizia di chi lo utilizzava ma per una scarsa cura nella costruzione del Gri Gri 2....ma di questo ve ne parlerò in seguito, dopo aver fatto qualche ricerca più approfondita.
In fase di calata, l'assicuratore ha perso l'equilibrio per la differenza di peso e si è appoggiato alla maniglia del gri gri facendomi precipitare a terra da 6-7 metri di altezza. Risultato: astragalo rotto e dislocazione di un altro ossicino fastidioso dell'articolazione del piede!!! E' andata mooolto bene!!!

Sta di fatto che, per i prossimi 3 mesi, non potrò appoggiare il piede e per altri due dovrò fare fisioterapia....addio estate e belle salite!!! Per il monte Logan, sarà una guida francese a prendere il mio posto, e cercherò di tenervi aggiornati anche sull'andamento della spedizione.

Durante i prossimi mesi però, rimarrò a disposizione per qualsiasi consulenza su materiali e salite alpinisitiche, e per aggiornare le condizioni della montagna.

Il progetto Odyssee Montagne Italia sta partendo. A breve metteremo in linea il sito nuovo con tante proposte interessanti per i bambini, per le famiglie e per gli alpinisti esperti che vogliono fare le salite più ambite, per coloro che escono dai corsi del CAI e vogliono dare un seguito al loro percorso formativo, e coloro che dell'alpinismo vogliono farne una professione e vogliono essere seguiti durante la preparazione per affrontare le selezioni per accedere ai corsi Guida.
Pertanto, anche se io non sarò sul campo per qualche mese, i miei collaboratori Nik, Mauro, Jimmy e Fabrizio, tutti tri lingue, saranno felici di accompagnarvi su ogni itinerario.

Potete sempre fare riferimento a me scrivendo a:

enrico.mountainguide@gmail.com

Io, nel frattempo, spero di rimettermi al più presto e cercherò di mantenere il sito sempre aggiornato.

Buone salite a tutti,

Enrico

P.S: il nuovo indirizzo WEB è già attivo, digita: www.odyssee-montagne.it

domenica 1 maggio 2011

Monte Logan 6000m - Montagne Rocciose Canadesi

E' in partenza la spedizione diretta nelle montagne rocciose canadesi, che mi vedrà a capo di un gruppo di 5 francesi ed un tedesco, per una durata di 23 giorni.

Il Monte Logan si trova nel cuore del Wrangell St. Elias National Park, il più grande parco degli Stati Uniuti.

Questa montagna è un obiettivo di tutto rispetto nonostante la quota relativamente bassa (6050m). Le difficoltà tecniche limitate non devono lasciar dedurre che si tratta di una salita facile. Le difficoltà sono di altro tipo. Prima di tutto l’isolamento: il campo base si trova ad un ‘ora e mezza di volo dal villaggio più vicino, nel cuore del più grande massiccio glaciale al mondo. I ghiacciai Kaskawulsh, Columbus, Seward sono lunghi 150 km in media, comparabili ai ghiacciai alpini di 18000 anni fa.

La meteo è un fattore da non sottovalutare in quanto il massiccio si trova poco lontano dalla costa del Pacifico, nei pressi del Golfo d’Alaska. Per questo, le precipitazioni sono abbondanti tutto l’anno, sottoforma di neve nelle regioni montane.

Allo stesso tempo, le temperature sono polari sopra i 2500m e possono scendere fino a -40 C.

Il Monte Logan è quindi un’ascensione riservata agli alpinisti che hanno una buona esperienza dell’alta quota, e agguerriti per affrontare le condizioni più estreme, paragonabili ai giganti di 8000m. Il significato di “avventura” ritrova in questa spedizione, tutto il suo valore. La salita sarà effettuata in totale autonomia con a capo una guida alpina che dirigerà il gruppo e ne garantirà la sicurezza. Ma ogni individuo dovrà portare il suo contributo per la riuscita dell’ascensione, aiutando nel trasporto dei materiali e nel montaggio dei 5/6 campi in quota. Nessun cuoco o portatore sarà presente. Con ogni probabilità non troveremo nessun'altra spedizione sul nostro cammino.

Dopo essere atterrato a White Horse ed aver fatto gli ultimi acquisti, speriamo di avere la meteo a nostro favore e di poter volare al Campo Base. Una giornata di preparativi e poi cominceremo a portare il materiale verso i campi 1 e 2 per mezzo di slitte. Poi la montagna si impenna e le tende, il cibo e il materiale alpinistico saranno caricati sui nostri zaini. Avremo una tenda ogni due persone, e ce la porteremo dietro ad ogni campo. Davvero una bella avventura in totale autonomia.

La partenza è prevista per il 18 maggio. Se la meteo sarà dalla nosta torneremo con un bel foto e video reportage l'8 giugno.

Marinella, la nostra grafica di fiducia si occuperà di aggiornare il blog durante la spedizione, perciò seguiteci costantemente.

Potete vedere il percorso che faremo su Google Hearth cercando la Trench Route al Monte Logan...chissà che non vediate dei puntini muoversi lungo i ghiacciai :-)

giovedì 21 aprile 2011

Eiger - Parete Nord



Via Heckmair-Harrer-Vorg-Kasparek salita nell’agosto del 1938

Scrivere un report su questa via è impresa dura… è una salita talmente ambita, sognata, e con una così forte storia alle spalle che averla percorsa per la prima volta, per di più con un cliente, mi lascia in uno stato di felicità e sogno indescrivibile.

Con il solito instancabile Max Lucco, si sono aggiunti questa volta Nicolas Meli e Gian Bazzocchi, cari amici e compagni di cordata con i quali abbiamo così festeggiato in gran stile il compleanno reciproco, da poco passato.

Dopo esserci posti mille domande sul nostro stato di allenamento, con Max decidiamo di partire per la parete. Invece, a farci sentire come due pivelli ci ha pensato il Gian, che di allenamento aveva due giornate a Montestrutto in falesia, ed è uscito egregiamente dalla via con Nik.

Alla stazione dell’Eigergletscher eravamo in nove cordate. Subito si è instaurato un clima di collaborazione per non intasare la via, poi come sempre succede, alle prime difficoltà qualche battibecco c'è stato, ma fortunatamente Max ed io siamo riusciti a mantenerci in testa alla fila insieme a Simon Antamatten, anche lui lì con un cliente.

Simon, oltre ad essere un alpinista fortissimo che non ha bisogno di presentazioni, si è dimostrato davvero una brava guida ed una persona umile e piacevole. Abbiamo allegramente scherzato per tutta la salita, e devo ammettere ne vado fiero, ha fatto i complimenti si a me che a Max per come abbiamo svolto la salita. Alla fine, siamo usciti in 11 h.

Max ha dato prova di grande preparazione, essendo velocissimo su ogni terreno. Alla fine sulle salite passiamo il tempo a dire stupidaggini e a scherzare, non ho mai bisogno di dirgli cosa fare.
Bravo Max, sei davvero un ottimo socio.

Ma torniamo alla via Heckmair, un vero gioiello nelle Alpi. Salendo lungo la via, in ogni istante, ho pensato che al ritorno, mi sarebbe piaciuto stringere la mano agli apritori per il loro coraggio, per la loro determinazione, per la loro bravura e allo stesso tempo per la loro pazzia. Lanciarsi nei mesi estivi su una parete simile con l’attrezzatura dell’epoca era un vero suicidio. E la storia lo conferma… quante cordate hanno perso la vita durante i tentativi di prima salita.

Riporto di seguito un pezzo scritto da Heirich Harrer sul suo libro “Parete Nord”:

« Precipita in modo brusco e inaccessibile, riceve e trattiene tutte le perturbazioni che colpiscono la montagna da nord e da nord-ovest, ha un volto cupo e mutevole: ghiaccio, roccia, neve, valanghe, scariche di pietre… E’ una parete di ghiaccio o di roccia? Non si può rispondere neppure dopo averla studiata palmo a palmo con il cannocchiale, perché cambia volto di giorno in giorno, addirittura di ora in ora. Tutta l’esperienza acquisita su altre montagne qui sembra inutile" ».

E’ interessante come poche righe lascino trasparire l’evoluzione tecnica e motivazionale dell’alpinismo che c’è stata nel Ventesimo Secolo.
Dico motivazionale rispetto a ciò che spingeva e spinge oggi un alpinista ad affrontare una montagna simile. All’epoca spesso i tentativi a vette o pareti importanti erano stimolate da ragioni politiche, di prevalsa di una nazione sull’altra. Oggi l’alpinismo ha un carattere decisamente più sportivo, atletico e mediatico, che haimé porta un sovraffollamento su vie simili da parte di cordate preparate e non.

Il primo giorno arriviamo al villaggio di Grindelwald. Tra prati verdi e mucche al pascolo, si erge la famigerata parete Nord, l’Ogre, l’orco mangiatore di uomini.
C’è un bel sole caldo, ma ci rendiamo conto che la parete è più innevata di quanto ci aspettassimo, e come sempre i primi dubbi si fanno avanti.
Saliamo sul trenino che ci porterà alla Kleine Scheidegg, stazione posta di fronte alla parete, dal quale turisti, mogli e politici, all’epoca della conquista, passavano le giornate a binocolare gli alpinsti impegnati nella salita.


Ci sembra di ripercorrere i libri di Harrer, in tempi moderni.
Anche noi subito a cercare monetine da infilare nel cannocchiale per scrutare la nostra via.
La neve fresca sembra abbondante ma ci accorgiamo che c’è una bella traccia che disegna la via Heckmair lungo tutta la parete… il morale cambia immediatamente, le speranze si riaccendono e siamo motivati più che mai. Alla fine scopriremo che la nuova neve ha semplicemente migliorato le condizioni della salita, e ci renderà la progressione più veloce.

Alle 3:00 del mattino siamo all’attacco della parete. Abbiamo il minimo indispensabile nello zaino, anzi, ci stupiamo quasi di quanto sia compatto per una salita simile. Ma vogliamo essere veloci e scongiurare il bivacco. Vogliamo goderci la salita al massimo e scalare leggeri. Pochi friends, tanti rinvii, una sola corda e da bere.
In caso di emergenza, un solo piccolo sacco a pelo estivo servirà a proteggere entrambi per qualche ora, in attesa della luce. Per fortuna non ci servirà.

Una parete simile deve essere affrontata con buona preparazione fisica e tecnica, ma anche con buona strategia, anzi direi che è essenziale.
Il materiale da portare appresso è una prima tappa, la seconda sono le tempistiche e lo studio dell’itinerario. Noi ci siamo prefissati di essere alle primissime luci alla “traversata Hinterstoisser”. Scaliamo al buio la “fessura difficile” e a quell’ora ci siamo.



dopo il “primo nevaio” ci dirigiamo al “canalino ghiacciato”

che non è altro che una goulotte di 20m, sottile ed esteticissima, che fa da liaison tra primo e “secondo nevaio”



Stiamo progredendo bene, e presto siamo al “ferro da stiro”.

Simon Antamatten in traversata sul passaggio difficile del “ferro da stiro”

Un tiro di misto delicato ci porta nei pressi del “bivacco della morte”, dove tante tragedie si sono consumate, e dove ora vi sono 5 spit per le cordate che bivaccano!!!

E’ ora di mangiare e bere qualcosa, la giornata è lunga, ma stiamo gestendo le nostre energie al meglio. Da un punto di vista del dislivello siamo forse oltre la metà, ma le difficoltà della via devono ancora venire. Percorriamo “la rampa” interamente a corda tesa

e ci fermiamo dove il cammino è interrotto dal “camino della cascata”.

D’estate dev’essere davvero un inferno in caso di pioggia. In inverno è quasi sempre secco e i numerosi chiodi in posto aiutano la progressione.
Ma è il tiro successivo a porre difficoltà non irrilevanti ad ogni cordata che passa. Proprio lì raggiungiamo due alpinisti che avevano bivaccato in parete il giorno prima. Uno di questi comincia il tiro, non mi sembrava molto a suo agio, e come giro la testa per recuperare Max sento uno sfregolio di ferro e roccia che mi lascia intendere il volo… eh si, il ragazzo è saltato giù almeno 6 metri trattenuto fortunatamente da una corta vite da ghiaccio da 10 cm!!! Non si è fatto nulla, e “gentilmente” ci lascia passare.

Io ho quasi fatto la stessa fine perché sul più duro un guanto mi si è incastrato in un moschettone costringendomi il braccio attaccato allo sterno. Qualche magia stile Udinì mi ha permesso di svincolarmi e superare il fungo di neve, non senza brividi :-)
La “rampa di ghiaccio” porta ad un traverso esposto e di conseguenza alla “fessura friabile” che friabile non è, anzi, persino divertente da scalare.




Ogni tanto restavamo in contatto con Nik e Gian con le radioline, e proprio a metà fessura mi sento chiamare, e chiacchiero un po’ con Gian… Simon, che era poco dietro di noi, ha chiesto a Max cosa stessi facendo e di sicuro mi ha preso per matto!!!
Dal pulpito che sovrasta la fessura, si ha accesso alla mitica “traversata degli Dei”, che se fosse secca e da proteggere interamente, ci sarebbe da farsela nelle mutande. Per fortuna Harrer and Co. hanno lasciato i chiodi e delle corde fisse per una parte del traverso.




E così raggiungiamo il “ragno bianco” pensando di essere ormai quasi fuori.
Non l’avessimo mai pensato… le “fessure finali” ci danno ancora un bel filo da torcere.
Anche perché cominciamo ad avere 1500m di scalata nelle gambe e nelle braccia, e la fatica si fa sentire.
Proprio mentre percorro il “ragno bianco”, vedo un ragazzo giovane, da solo, slegato che mi raggiunge e mi supera correndo senza neanche il fiatone. Gli sposto la corda perché non inciampi, mi ringrazia, e non lo vedo più. Il tempo di abbassare la testa e lo rivedo 100m più in alto che supera altre due cordate che avevano bivaccato il giorno prima. Il ragazzo ha attaccato la parete al mattino alle 9:00 e intorno alle 11:30 era in cima: ci chiediamo se abbia battuto il record di Ueli Steck.
Le fessure finali presentano ancora qualche strapiombo di roccia ed un camino nero, improteggibile, da superare.







Poi la parete lascia spazio al nevaio sommitale e alla cresta Mittelegi, per nulla banale neanche lei, affilata ed esposta per almeno 200m.







Max ed io siamo rimasti soli in cima all’Eiger seduti a guardarci e a guardare il panorama, cercando di realizzare che eravamo proprio lì.
Forse non l’ho realizzato neanche ora che sto scrivendo, mi sembra davvero di sognare, e dentro di me… ho la voglia di tornare su questa parete magica!


Ecco le chicche della salita:





e mentre aspettavamo che Nik e Gian scendessero dall’orco…

giretto al minigolf di Grindelwald

a Golf non ho decisamente nessun futuro!!!

mentre Max me le ha suonate severamente :-)

SCHEDA TECNICA

Accesso: da Aosta per il Tunnel del Gran san Bernardo fino a Martigny. Proseguire per l’autostrada fino a Berna e seguire le indicazioni per Interlaken e Grindelwald. 3:30h circa
Posteggiare l’auto e prendere il trenino che sale allo Jungfraujoch fino alla stazione “Eigergletscher”.

Punto di appoggio: alla stazione Eigergletscher si trova una comoda Guesthouse (Tel. 0041338287888) che dà da dormire solo agli alpinisti diretti alla parete N dell’Eiger. Non danno da mangiare la sera. Il ristorante è apero solo fino alle 16:00.

Avvicinamento: dall’arrivo della seggiovia posta a monte della ferrovia traversare in piano in direzione della parete. Scavalcare il dosso al meglio (restando alti) e continuare a traversare fino alla base della via.

Lunghezza: 1800m di dislivello, circa 2300m di sviluppo.

Difficoltà: estremamente variabile secondo la quantità di ghiaccio e di neve presente nella parte alta. In generale V e A0, 5 su ghiaccio, M.

Materiale: una serie di friends dallo 0.3 al 2 camalot, 12 rinvii, fettucce e cordini, 4 chiodi a lama e universali in caso di problemi.

Note: se non c’è la traccia, meglio partire con la luce: trovare la fessura difficile al buio senza tracce può far perdere molto tempo.
Bivacchi comodi: “bivacco della morte” in cima al “ferro da stiro”; all’uscita della “fessura friabile”; in cima al “camino della cascata”.
Dopo la fessura difficile la linea di salita è estremamente logica. Unico posto dove ci si può sbagliare sono le fessure finali: in cima al “ragno” bisogna entrare nei camini tutto a destra.
Successivamente, dopo la traversata delle corde fisse, salire il camino nero (poco proteggibile) appena a sinistra e non farsi tirare dagli spit sullo sperone contro il cielo (bivacco Corti).
Al momento sulla traversata “Hinterstoisser” vi sono una corda nuova e spit agli ancoraggi.
Ci sono quasi tutte le soste in cima ai tiri e la via è abbondantemente chiodata (chiodi da verificare).

Discesa: dalla cima restare contro il filo di cresta NO per circa 100m, poi evidentemente raggiungere il canale principale e scendere in direzione del seracco. Costeggiarlo a destra (orografica) e scendere i pendii puntando alla stazione del treno.

Bellezza: ******

Chi fosse interessato ad avere una foto della parete con il tracciato e i dettagli, in grandezza originale, lo può richiedere via mail.