mercoledì 21 luglio 2010

Omaggio a Cassin - Sperone Walker


19-20 luglio 2010

72 anni dopo la sua prima salita, Max Lucco ed io ci troviamo a ripetere la via Cassin allo sperone Walker, sull aparete nord delle Grandes Jorasses.
In realtà i nostri progetti erano tutt'altri. Io non sapevo se sarei riuscito a liberarmi ed era dall'inverno che parlavamo di grandes courses. Poi, visto il caldo,ci viene l'idea di andare a scalare su roccia e ripetere la via Cassin al Pizzo Badile.
La sera prima ci sentiamo per gli ultimi preparativi e mi è venuta la balzana idea di proporgli le grandes jorasses. Max non aspettava altro, per lui come per me era un sogno che coltivavamo da tempo. allora....via...si parte per Chamonix!!!
La meteo era perfetta, le condizioni perfette, abbiamo passato il pomeriggio a scrutare la parete e a seguire una cordata che andava a bivaccare alla base del diedro di 30 m. La sera eravamo agitati, ma neanche tanto, tutte le condizioni perchè il sogno si avverasse erano li e non poteva che andare per il meglio. Grazie Max per questa bella avventura.

Relazione:

La terminale che permette di raggiungere il primo pendio era troppo aperta percio attachiamo dove le rocce scendono piu in basso. Un tiro di 5b ci porta sul facile e possiamo cosi contornare il pendio per recarci alla base delle difficoltà.

Il primo terzo di via non è così evidente da trovare, è davvero consigliabile arrivare alla base del diedro di 30 m con le prime luci se no ci si perde facilmente. Il diedro di sinistra, anche detto "diedro Rebuffat" è molto poco chiodato, solo l'uscita del diedro Allain (parallelo a destra) ha qualche chiodo in posto. Quando si è alla base del tiro (come in tanti altri) non viene davvero da pensare che Cassin nel 38 si sarebbe cacciato su di li...ebbene si.

La prima parte della via piega decisamente a destra verso il canale della MacIntyre. Il diedro di 75m è nascosto dietro lo spigolo, non esitate ad andare a cercare verso il canale. Tre tiri di 20/30m molto chiodati portano in cima al diedro. Scalata stupenda, sembra un libro aperto.

Poi si prosegue abbastanza diritti fino alle placche nere e grigie, un salto decisamente ripido. Si intravede una sosta a destra alla base di uno strapiombo. Non andarvi direttamente ma continuare diritti in un camino appoggiato per reperire una cengia che traversa a destra su uno spigoletto. Da li ci si cala 10 m e si arriva alla sosta alla base dello strapiombo.
Lo si supera per roccia rotta e si continua in diagonale verso destra. I tiri successivi si avviluppano intorno alla torre grigia fino a superarla. Qualche tiro piu facile ma non banale sul filo dello sperone porta al nevaio triangolare. Questo volendo puo essere evitato per due tiri di roccia piu difficili per entrare direttamente nei camini rossi. Noi abbiamo seguito l'itinerario originale e siamo saliti in cima al nevaio per poi traversare a destra e raggiungere cosi i camini rossi.
Questo colatoio evidente è la parte piu pericolsa della via in quanto la roccia è pessima e se cadono pietre non si ha scampo. Nel secondo tiro vie è una corda fissa, decisamente utile ma tutta sfilacciata. Quando i camini diventano ripidissimi e profondi si traversa a destra (non superare lo strapiombo con i chiodi ma proseguire qualche metro e poi salire a destra in un diedro). Un ultimo muretto da accesso ad una cengia orizzontale che porta nel canale fuori dalle maggiori difficoltà. Altri 6/7 tiri di 3/4 portano in cima.

Discesa:

vista l'evoluzione del seracco della via normale si consiglia decisamente di scendere per i rocher whymper che si raggiungono scendendo dapprima per circa 100m il canale tra i rocher ed il seracco e poi raggiungendo il filo dello sperone. Si scende fino a reperire le doppie che calano sul fianco destra (scendendo) e danno accesso al canale che separa i rochers dal reposoir. Il ghiacciaio è molto tormentato, bisogna traversare al meglio. Si disarrampicano poi le rocce del reposoir fino a raggiungere il ghiacciaio che porta al rifugio boccalatte.

Materiale:

una serie di friends camalot dallo 0.3 al 2, un gioco di nuts medio piccoli, 12 rinvii, martello e chiodi, fettucce per allungare le protezioni, due corde da 50 m, picozza, ramponi, casco.

Note:

via molto impegnativa e lunga che deve essere affrontata solamente in condizioni ottime della parete e con un grande allenamento. Noi abbiamo arrampicato quasi interamente con le scarpette e siamo usciti in giornata bivaccando sui rochers whymper per aspettare il rigelo.

Se volete essere accompagnati da una guida alpina su questa grandiosa parete o se avete bisogno di un consiglio potete contattarmi al numero di telefono a lato.