lunedì 26 aprile 2010

riflessioni:

vorrei ringraziare tutti quelli che hanno voluto prendersi qualche minuto per riflettere, e per dare la loro opinione sull'argomento che ho proposto.

errori nella nostra carriera di amatori o professionisti ne abbiamo fatti tutti, nessuno esente. D'altronde è attraverso gli errori che spesso si impara.
Io per primo, anni fa, quando ero ragazzino e già istruttore di una scuola d'alpinismo e con un curriculum alpinistico di tutto rispetto, mi credevo capace di ogni cosa ed affrontavo vie e pareti forse senza rendermi conto di dov'ero e di cio che mi circondava. Mi ricordo un'estenuante salita al Col Armand Charlet di sx in pieno luglio, dopo cospicue nevicate. Impiegammo un tempo infinito per completare la salita in condizioni pessime con cornici che ci incombevano sulla testa ed il sole cocente. Mi ricordo bene tutte le cascate difficili che ho salito da primo di cordata il secondo anno che praticavo questa disciplina e con le dragonnes. Quando le ho tolte mi sono reso ben conto che tutto cio che avevo salito prima era senza margine di sicurezza, sempre al limite. Mi ricordo anche che vedevo gruppi di giovani alpnisti crescere intorno a me e salire le pareti e le vie dei miei sogni. Avevano tutti circa la mia età ed io mi sentivo capace quanto loro di affrontarle ma non avevo mai il socio abbastanza motivato o capace per salirle. E allora me la prendevo mosso dall'invidia.

Ciò che è cambiato principalmente dopo anni di alpinismo è il modo di approcciare la montagna. Ora che sono professionista e decisamente più capace ed esperto di allora, vivo la montagna con molto piu rispetto e timore, forse proprio perchè è grazie all'esperienza passata che mi rendo piu conto di ciò che mi succede intorno.
Di sicuro non diventerò mai un alpinista famoso perché non mi interessa salire una montagna ad ogni costo in qualsiasi condizioni o di legarmi con chiunque pur di dire "ho fatto anche quella".
Tante salite le realizzerò e tante altre rimarranno de sogni, forse è bello anche quello.
Ora come ora vivo l'alpinismo con tanta più serenità rinunciando ogni volta che lo ritengo opportuno.
Nonostante ciò penso di non avere rimpianti e anzi, di essermi tolto tante soddisfazioni nel momento in cui l'esperienza è maturata nel modo giusto.
Bisogna salire le montagne per passione e per piacere, non abbiamo nulla da dimostrare.

1 commento:

rocco ha detto...

sono daccordo con tè su ogni cosa purtroppo però, per chi come mè ,non è professionista a volte ti trovi in situazioni vuoi per il socio trovato all'ultimo momento, vuoi per il poco tempo a disposizione e quindi vai anche se dovresti stare a casa, ed allora escono le ansie di anni passati a rinunciare per la famiglia, per il compagno e amico che poi perdi per stada risucchiato dal vortice dei problemi quotidiani,e allora ricadi nei rischi dei principianti ed è vero che non devi dimostrare nulla ma nello stesso tempo vuoi dimostrare a te stesso di essere ancora vivo di avere ancora qualche cartuccia da sparare. comunque quello che resta invariato nel tempo è la passione per la montagna a prescindere dalla difficoltà della via a volte penso che bisognerebbe gustare il profumo dell'avventura tralasciando il vincolo della difficoltà tecnica comunque ti ringrazio per le informazioni dettagliate che lasci a disposizione di tutti